ottobre 14th, 2009
La saldatura degli acciai al carbonio è un procedimento molto utilizzato nel panorama industriale ma, data la grande varietà di materiali contemplati in questa classe, occorre fare una distinzione precisa per valutare la loro stabilità…
Il seguente articolo è tratto da “il Progettista industriale”
http://tulton.com/newsletter/S25C-109091411360.pdf
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ottobre 14th, 2009
Nei prossimi anni il mercato della banda larga
proseguirà nel suo percorso di sviluppo, mantenendo
tassi di crescita che continueranno ad avere pochi
eguali nel contesto economico italiano
Praticamente tutti i mezzi di comunicazione si stanno sempre più occupando di larga banda. Questo termine, forse ormai abusato, lascia intravedere grandi aspettative in termini di applicazioni, servizi e potenzialità di mercato. Ovviamente le tecnologie a supporto dell’affermazione della larga banda giocano un ruolo fondamentale affinché le applicazioni, i prodotti e ovviamente i servizi legati a questo segmento di mercato possano affermarsi con decisione.

Tecnologie a banda larga
Il seguente articolo è tratto da ELETTRONICA OGGI:
http://tulton.com/newsletter/S25C-109060908580.pdf
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ottobre 14th, 2009
I cervelloni dell’Università di Washington hanno messo a punto una particolare lente a contatto, sulla quale sono riusciti ad installare dei circuiti.

La lente per adesso è stata testata solo su animali da laboratorio, ma in futuro sarà impiegata con successo anche negli esseri umani. Il dispositivo consentirebbe di sovrapporre immagini virtuali a quelle normalmente percepite da noi.
Per esempio zoomare su un punto, visualizzare una pagina web e navigare senza avere quindi un ingombrante notebook sempre con sè, consentire a chirurghi di visualizzare cartelle cliniche dei pazienti i tempo reale.
La lente è alimentata dal Sole, mentre le informazioni potrebbero essere trasmesse, ovviamente senza fili, in radio frequenza.
I soliti americani: vanitosi anche con la tecnologia!
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ottobre 14th, 2009
Trasformare i più piccoli movimenti, una leggera brezza di vento e persino i battiti cardiaci in energia elettrica per alimentare dispositivi portatili. Presto sarà possibile grazie ai nano fili piezoelettrici messi a punto dal team del professor Zhong Lin Wang, presso il Georgia Institute Of Technology.
In generale si può definire piezoelettrico un materiale in grado di generare una differenza di potenziale quando sottoposto a una deformazione meccanica di qualsiasi tipo. Questo è, essenzialmente, il principio su cui si basa la soluzione sviluppata presso la Scuola di Scienza Dei Materiali e Ingegneria del Georgia Institute Of Technology dal professore ordinario Zhong Lin Wang e il suo team di ricercatori. Per ottenere il risultato sono stati impiegati nano fili di ossido di zinco, le cui dimensioni sono microscopiche: parliamo infatti di un diametro pari a un venticinquesimo di un capello umano e una lunghezza di un cinquemillesimo dello stesso.

Realizzando tessuti ricoperti da questi nano filamenti sarà in futuro possibile realizzare indumenti che potranno alimentare dispositivi elettrici all’infinito, quantomeno cioè finché ci sarà un qualche tipo di movimento.
I ricercatori non hanno parlato comunque di date di commercializzazione precise o anche solo ipotetiche e del resto è evidente che il campo di applicazione principale di tale tecnologia è anzitutto quello militare, che renderebbe possibile per le truppe ad esempio alimentare i sempre crescenti dispositivi elettronici con cui sono equipaggiate, senza bisogno di dover tornare a basi attrezzate, aumentando così di tantissimo la loro mobilità e autonomia operativa. Un altro ambito potrebbe essere anche quello medico, in cui i nano fili potrebbero alimentare impianti biomedici sotto pelle prendendo energia dal movimento, dal respiro o addirittura dai micromovimenti dovuti al flusso sanguigno.
In ogni caso anche applicazioni di tipo commerciale non sono escludibili a priori e chissà che magari, in un prossimo futuro, non sarà possibile alimentare un cellulare, un lettore MP3, un PDA o anche un notebook connettendolo alla nostra giacca o ai nostri pantaloni, ricoperti da un invisibile strato di materiale piezoelettrico che sfrutti il nostro movimento per produrre energia elettrica.
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