Gli acciai e le plastiche

ottobre 14th, 2009

La saldatura degli acciai al carbonio è un procedimento molto utilizzato nel panorama industriale ma, data la grande varietà di materiali contemplati in questa classe, occorre fare una distinzione precisa per valutare la loro stabilità…

Il seguente articolo è tratto da “il Progettista industriale”

http://tulton.com/newsletter/S25C-109091411360.pdf

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Rapid Manufacturing nel mondo dei veicoli a zero emissione

ottobre 14th, 2009

Rapid Manufacturing è protagonista nella nuova generazione dei veicoli automobilistici ad emissione zero mettendo a disposizione la propria tecnologia per la piccola produzione in serie di componenti in plastica anche con il supporto della prototipazione rapida. Attualmente il governo americano insieme a quello britannico hanno stanziato fondi per incentivare gli acquisti di veicoli elettrici ad zero emissione per ridurre l’emmissione di sostanze inquinanti nell’ambiente.

Sviluppo macchine zero emissioni

Il seguente articolo è tratto da TCT Magazine:

http://tulton.com/newsletter/S25C-109060908580.pdf

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1° Premio Design a Fibo 2009

ottobre 14th, 2009

Con il “fiore” del Design Tulton, Teca srl vince il 1° Premio alla FIBO 2009 di Essen (Germany)

Gold BeautyGold Beauty

“Dillo con un fiore” era lo slogan di una pubblicità di successo, ed un fiore “il tulipano” è stata l’ispirazione vincente dei designer Tulton per la nuova macchina della TECA srl.

Vogliamo esprimere alla Teca Srl i nostri complimenti e la grande soddisfazione per il prestigioso riconoscimento ricevuto al nuovo progetto “BEAUTY” , con l’aggiudicazione del I° premio nel segmento INNOVATION  DESIGN AWARD” alla fiera FIBO 2009 presentato per l’occasione.

Da parte nostra, siamo orgogliosi di sottolineare che il premio è stato assegnato per lo stile del prodotto che rispecchia l’anima della nostra azienda; il nostro obiettivo quotidiano è proporre sempre soluzioni estetiche ponderate che rappresentano il giusto equilibrio tra estetica, funzionalità e fattibilità industriale.

Per questo prodotto abbiamo sviluppato il Design  e siamo particolarmente felici ed anche orgogliosi che il Sig. Falcone, Presidente della TECA srl, abbia voluto condividere con noi della Tulton tale soddisfazione.

http://www.fibo.de/de/programm/innovation_award_2009.php
http://www.tulton.com/industrialdesign.php

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Valorizzazione del prodotto industriale attraverso il design di stile

ottobre 14th, 2009

Nella mia esperienza di designer ho affrontato lo sviluppo di prodotti industriali in collaborazione con le relative aziende produttive.

Questi prodotti, macchine industriali, valide ed innovative da un punto di vista tecnico-funzionale, necessitavano, per motivi di sicurezza in alcuni casi, di identità formale in altri, di un abito e a volte di un’anima.

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Ci si è resi conto del ruolo fondamentale del design dell’interfaccia, cioè del livello di interazione tra la macchina e l’utente, e dell’importanza dell’equilibrio tra gli elementi funzionali e quelli estetici.

Lo scopo è stato dotare la macchina, attraverso la sua interfaccia, di affordance (capacità del prodotto di essere usato dall’utente) e riconoscibilità essendo capaci di ispirare sentimenti positivi.

Esempi concreti di quanto detto sono stati i progetti per le carterature di un braccio robotico, di uno sterilizzatore da laboratorio e di una macchina da palestra.

Nel primo caso, per il robot di una ditta austriaca, c’è stata l’applicazione di un certo antropomorfismo, attraverso forme riconducibili alla muscolatura umana.

Nel caso dello sterilizzatore caratteristica è stata la protensione della macchina nello spazio attraverso forme sinuose ed accattivanti.

Infine per il design della macchina da palestra “per donne” è stato ispirato da forme organiche in particolar modo floreali come quelle di un “tulipano” attribuendo al prodotto idea di leggerezza e gioia di vivere.

Il lavoro di design realizzato è sempre stato relativo a macchine di notevoli dimensioni per le quali la scelta dei materiali, delle tecnologie di lavorazione e la possibilità di maggiore libertà espressiva ci ha indirizzato verso l’utilizzo di materiali plastici, in particolar modo lastre di ABS, lavorate attraverso la tecnologia della termoformatura.

L’ultimo esempio citato, la macchina da palestra per TECA srl, è stato la dimostrazione della valorizzazione di un prodotto innovativo attraverso il design, infatti tale prodotto ha ricevuto il design award nella manifestazione internazionale del FIBO 2009 ad Essen in Germania.

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Un computer nella lente

ottobre 14th, 2009

I cervelloni dell’Università di Washington hanno messo a punto una particolare lente a contatto, sulla quale sono riusciti ad installare dei circuiti.

La lente per adesso è stata testata solo su animali da laboratorio, ma in futuro sarà impiegata con successo anche negli esseri umani. Il dispositivo consentirebbe di sovrapporre immagini virtuali a quelle normalmente percepite da noi.

Per esempio zoomare su un punto, visualizzare una pagina web e navigare senza avere quindi un ingombrante notebook sempre con sè, consentire a chirurghi di visualizzare cartelle cliniche dei  pazienti i tempo reale.

La lente è alimentata dal Sole, mentre le informazioni potrebbero essere trasmesse, ovviamente senza fili, in radio frequenza.

I soliti americani: vanitosi anche con la tecnologia!

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Trapianti ortopedici

ottobre 14th, 2009

Rapid Manufacturing ha varcato qualsiasi settore di applicazione, cosi da agire in modo efficiente e superlativo anche nel campo medicale. L’abilità di ‘ adattare e dimenticare’ è un requisito essenziale in molte applicazioni critiche, e nulla è più sfidante in questo rispetto alle applicazioni sui trapianti nel corpo umano. Il numero di persone che si sottopone al rimpiazzamento chirurgico è in continuo aumento poiché  la gente vive più a lungo e  le aspettative sulla elevata qualità della vita stanno portando inoltre ad un incremento di giovani pazienti.

Il seguente articolo è tratto da TCT Magazine:
http://www.tulton.com/newsletter/S25C-109050408410.pdf

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Elettrowetting

ottobre 14th, 2009

La costante sfida del design, di fornire soluzioni estetico-funzionali alle varie esigenze del mercato, ci fa mantenere alta l’attenzione su quelli che sono i delta d’innovazione  relativi alle nuove tecnologie.
A tal proposito, una tra le nuove tecnologie presentate al salone dell’elettronica di consumo CES, di Las Vegas, è l’elettrowetting, che permette di modificare le proprietà di un materiale di inumidirsi applicandovi una tensione, ciò permette di controllare il movimento di un fluido tramite generazione di tensione.
Un ambito in cui questa tecnologia è destinata ad affermarsi è quello dell’elettronica di consumo, in maniera particolare nelle applicazioni relative ai display.

Il seguente articolo è tratto da PlastDesign:

http://www.tulton.com/newsletter/pag.1.pdf

http://www.tulton.com/newsletter/pag.2.pdf

http://www.tulton.com/newsletter/pag.3.pdf

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Il caso Merloni

ottobre 14th, 2009

L’innovazione è tradizionalmente considerata nell’ambito della letteratura di management come una delle principali determinanti del vantaggio competitivo.
Le forme in cui essa si manifesta risultano molteplici, andando dalla creazione di nuovi processi e prodotti alla generazione di nuove strutture organizzative, dalla scoperta di nuove fonti di approvvigionamento alla costituzione di nuove strutture di organizzazione industriale.

Tra di esse allo stato attuale risultano di particolare interesse i nuovi prodotti. Il livello di complessità e di ipercompetizione che caratterizza i contesti in cui operano le imprese, traducendosi in crescenti opportunità tecnologiche derivanti dall’accelerazione nello sviluppo delle tecnologie informatiche, in clienti insoddisfatti per via della progressiva crescita delle aspettative della domanda, e in apparizioni di nuovi concorrenti agguerriti, quale diretta conseguenza della globalizzazione dei mercati, rende la progettazione dello sviluppo di nuovi prodotti un’arma centrale nella competizione strategica. Se a ciò aggiungiamo che la gestione dello sviluppo prodotti è fortemente influenzata dalla discontinuità e dalla rapidità del cambiamento che investe i mercati e le aziende, ciò porta a far assumere alle imprese comportamenti proattivi, volti a rigenerare continuamente le determinanti del vantaggio concorrenziale.
Tra le varie strategie proattive a disposizione delle imprese, le politiche innovative rappresentano sicuramente una delle manovre più efficaci. Innovare significa sì introdurre nuovi prodotti, servizi e tecnologie, ma significa anche abbandonare il passato e le tradizioni dell’impresa per intraprendere nuove vie di sviluppo e affermare nuove soluzioni in grado di generare valore per la domanda. Pertanto, l’impresa innovativa è quella che tenta di alterare lo status quo del confronto competitivo, mettendo in discussione le fonti del proprio vantaggio, conscia che, se non agisse in tal senso, potrebbero essere i competitors a farlo, minacciando così la sua stessa sopravvivenza.


Innovare significa, in sostanza, ri-orientare la propria strategia verso il cambiamento continuo.
In tale contesto l’innovazione di prodotto rappresenta sicuramente il luogo naturale in cui l’impresa può generare il cambiamento che, una volta manifestatosi, successivamente investa tutta l’impresa.
Il lavoro tenta di individuare le forme più avanzate del New Product Development (NPD). Da ciò si evince come l’innovazione è ormai diventata una componente fisiologica della vita delle imprese, elemento fondamentale per la loro sopravvivenza ed il loro sviluppo. Il tutto contornato da un livello di complessità ambientale crescente e la complementare tendenza dei mercati a convergere verso uno stato di ipercompetizione rendono lo sviluppo di nuovi prodotti un’attività sempre più critica per le imprese.
L’evoluzione degli approcci utilizzati in tal senso, è la prova dimostrativa di tutto ciò. Infatti, lo spostamento dello sviluppo prodotti da un’ottica razionale, dove ogni fase è eseguita tramite una meticolosa pianificazione e l’intervento della sola funzione interessata, si è a passati ad un’ottica cognitivista, dove in ciascuna fase vi è non solo il complementare intervento di tutte le funzioni coinvolte nel processo di sviluppo, ma anche di altri attori esterni all’impresa, come fornitori e clienti. Il tutto porta l’ottica di una impresa a gestire lo sviluppo di nuovi prodotti con un’ottica integrata.
Dall’analisi del caso, il gruppo Merloni TermoSanitari s.p.a., è emerso proprio come questa azienda, in un decennio, abbia modificato continuamente il proprio stile nello sviluppo di nuovi prodotti. Essa, partendo da un business oramai saturo di aspettative (scaldabagni), ha spostato la propria attenzione in uno nuovo (caldaie a gas), ricco di iniziative, ma al tempo stesso progenitrice di nuovi problemi organizzativo/gestionali.

L’approccio sequenziale, utile negli anni passati, si è mostrato incapace nel corso degli anni di adeguarsi ai mutamenti della domanda. Ciò ha portato l’azienda ad aprirsi sempre di più verso l’esterno, apportando delle modifiche non solo nella gestione dello sviluppo, ma al tempo stesso anche negli attori da coinvolgere nel processo innovativo, fino al punto che i fornitori, da un certo punto di vista, e i clienti, da un altro, sono stati i veri artefici dello sviluppo. Anzi i clienti sono tuttora le leve sulle quali la MTS, sta spostando la propria attenzione per il futuro, dove le strategie in termini di “customer satisfaction” ne sono la prova più evidente.

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20 anni di prototipazione rapida

ottobre 14th, 2009

È interessante comprendere come la Prototipazione Rapida (Rapid Prototyping) sia entrata nelle attività di sviluppo e di innovazione in ogni azienda di qualsiasi settore. Con questo articolo voglio far comprendere come sia cresciuto l’evoluzione della prototipazione rapida e la costruzione di macchine adatte per codesto processo. Sono trascorsi 20 anni dalla prima messa in commercio delle macchine per la prototipazione rapida. Nel 1983 Don Reinnertsen scrisse un articolo sull’impatto economico per un ritardo temporale nel lancio di un prodotto. Ha cercato di evidenziare che sei mesi di ritardo nel lancio commerciale di un prodotto riducono i profitti del suo ciclo di vita del 33%. Questo messaggio è stato percepito dalle aziende produttrici di macchine CAD come informazione fondamentale da rivolgere ai loro clienti. Molti di questi sistemi CAD erano limitati in quanto si basavano sulle definizioni 2d e 3d wireframe dei prodotti.

Il seguente articolo è tratto da TCT Magazine (numero di Marzo):http://www.tulton.com/newsletter/S25C-109040610580.pdf

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Trasformare il movimento in energia sarà possibile grazie ai nano fili piezoelettrici

ottobre 14th, 2009

Trasformare i più piccoli movimenti, una leggera brezza di vento e persino i battiti cardiaci in energia elettrica per alimentare dispositivi portatili. Presto sarà possibile grazie ai nano fili piezoelettrici messi a punto dal team del professor Zhong Lin Wang, presso il Georgia Institute Of Technology.

In generale si può definire piezoelettrico un materiale in grado di generare una differenza di potenziale quando sottoposto a una deformazione meccanica di qualsiasi tipo. Questo è, essenzialmente, il principio su cui si basa la soluzione sviluppata presso la Scuola di Scienza Dei Materiali e Ingegneria del Georgia Institute Of Technology dal professore ordinario Zhong Lin Wang e il suo team di ricercatori. Per ottenere il risultato sono stati impiegati nano fili di ossido di zinco, le cui dimensioni sono microscopiche: parliamo infatti di un diametro pari a un venticinquesimo di un capello umano e una lunghezza di un cinquemillesimo dello stesso.

Realizzando tessuti ricoperti da questi nano filamenti sarà in futuro possibile realizzare indumenti che potranno alimentare dispositivi elettrici all’infinito, quantomeno cioè finché ci sarà un qualche tipo di movimento.

I ricercatori non hanno parlato comunque di date di commercializzazione precise o anche solo ipotetiche e del resto è evidente che il campo di applicazione principale di tale tecnologia è anzitutto quello militare, che renderebbe possibile per le truppe ad esempio alimentare i sempre crescenti dispositivi elettronici con cui sono equipaggiate, senza bisogno di dover tornare a basi attrezzate, aumentando così di tantissimo la loro mobilità e autonomia operativa. Un altro ambito potrebbe essere anche quello medico, in cui i nano fili potrebbero alimentare impianti biomedici sotto pelle prendendo energia dal movimento, dal respiro o addirittura dai micromovimenti dovuti al flusso sanguigno.

In ogni caso anche applicazioni di tipo commerciale non sono escludibili a priori e chissà che magari, in un prossimo futuro, non sarà possibile alimentare un cellulare, un lettore MP3, un PDA o anche un notebook connettendolo alla nostra giacca o ai nostri pantaloni, ricoperti da un invisibile strato di materiale piezoelettrico che sfrutti il nostro movimento per produrre energia elettrica.

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